
Dopo
la caduta dell’impero romano
d’occidente il territorio
peninsulare acquisisce le prime
connotazioni amministrative feudali,
a partire dalle aree per prime visitate
dalle truppe dei regni nordici.
I primi dati sulla genealogia di
Oberto sono relativi al 850 d.c.
Discendente
di Suppòne, già duca
di Spoleto e conte palatino, visse
nel X secolo. Conte di luni venne
elevato a rango di marchese da Berengario
II il quale divenuto re concesse
molti territori al proprio manipolo
in virtù dei servigi resi.
Nella fattispecie il Piemonte amministrativo
come oggi lo conosciamo fu ripartito
tra Alderico (la parte nord-occidentale),
Aleramo(l’area a est del bormida
e tutto il Monferrato alto e basso
escluso Gavi) e Oberto appunto.
Nella sua più cospicua espansione
esercitava proprietà su tutta
la lunigiana (territori compresi
fra Spezia e Massa), su tutta la
Liguria orientale compreso il comitato
di Genova, gli vennero inoltre assegnati
i comprensori di Tortona, Bobbio
e molto probabilmente anche quello
di Milano. Si intuisce come fosse
in grado di esercitare controlli
strategici in un area importante
per viaggi e commerci.
Da
gran opportunista seppe quando fu
il momento di staccarsi da Berengario
e unire le forze a favore di Enrico
II, di fianco al quale combatté
fra Il 959 e il 963 contro Arduino.
Caduto in disgrazia e fatto prigioniero
tornò in italia e riconquistò
il feudo quasi completamente grazie
ad Ottone I.
Si
moltiplicò come un coniglio,
esistono bibliografie vastissime
circa le gesta della discendenza
che imperversò nel bene e
nel male su tutto il territorio
italico, ma è qui solo utile
ricordare che Oberto è ritenuto
il capostipite di alcune delle famiglie
dinastiche italiane dominanti i
vari contadi, marchesati, ducati
e granducati di cui abbiamo notizia
delle gesta tra il X e il XVIII
sec. Vale la pena a proposito menzionare
i Malaspina, gli Estensi, i Pallavicino,
i Garofoli ed altri ancora.

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